Governo italiano: non al tradimento tricolore di Generali

E’ bastato che da Trieste arrivassero notizie su una possibile accelerazione e del dossier per la creazione di una joint venture fra Generali e Natixis nel private equity, per innescare la reazione del governo italiano, dubbioso sin dall’inizio sulla convienza del dossier per gli interessi nazionali.

Dell'inviato Giuseppe Failla, pubblicista italiano di finewsticino.ch

L’avviso è arrivato da uno degli uomini più potenti e influenti dell’Esecutivo, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, il che rende il ‘caveat’ non solo estremamente credibile, ma quasi un’anticipazione di quello che il Governo potrebbe decidere con il «Golden Power».

«L'unica cosa che interessa il governo è chi gestisce il risparmio» degli italiani «e se lo fa nell'ottica di agevolare il sistema produttivo italiano: in questa fase di risiko bancario ci sono delle situazioni che oggettivamente ci preoccupano, primi fra tutti questi movimenti che riguardano Generali» ha spiegato Fazzolari aggiungendo che «qualunque meccanismo che possa ancorare il risparmio italiano in Italia è qualcosa che vediamo di buon occhio».

Una posizione molto chiara che inviterebbe le Generali a soppesare il dossier e non invece ad accelerarne i tempi.

Ancoraggio Generali non si discute

La risposta all’esecutivo non si è fatta attendere ed è arrivata direttamente da Simone Bemporad, responsabile della comunicazione del gruppo che innanzitutto ha ricordato che Generali gestisce da anni il risparmio di milioni di clienti nel mondo e in Italia.

La compagnia è da sempre protagonista della crescita del Paese, ed intende restarlo. Ad oggi vanta oltre 40 miliardi di euro di investimenti verso emittenti privati e pubblici italiani, in aggiunta a 10 miliardi di immobili siti in Italia.

«La percentuale di investimenti in Italia da parte del Gruppo – ha aggiunto – è ampiamente superiore alla media (12% nel 2023) degli altri operatori che raccolgono risparmio italiano.

«Ribadiamo ancora una volta che l’ancoraggio di Generali in Italia è solido e fuori discussione. L’accordo definito con il gruppo BPCE per creare la più grande piattaforma europea di risparmio gestito per ricavi, con 1,9 trilioni di asset under management, non solo non mette in discussione le scelte di investimento dei risparmi italiani – che restano di competenza di Generali e non della piattaforma – ma potrà offrire opportunità di investimento in Italia anche a nuovi investitori internazionali».

Caltagirone in manovra

Il dinamismo sulle Generali riguarda anche, o forse sarebbe meglio dire soprattutto, i soci che stanno incrementando le quote in vista dell’assemblea di bilancio che sarà chiamata al rinnovo del Cda. Aumentare le quote significa aumentare il supporto alla lista che si ritiene più adatta a guidare la Compagnia.

Chi è visto abbondantemente in acquisto è Francesco Gaetano Caltagirone. Secondo indiscrezioni di stampa avrebbe portato la partecipazione nel Leone, che secondo le ultime comunicazioni ammontava al 6,9% sopra il 7%, fino alle soglie dell’8%.

Se volesse arrotondarla fino al 10% il finanziere romano dovrebbe spendere circa 3 miliardi di euro a meno che non strutturi quest’ulteriore incremento con dei derivati che gli consentano di ridiscendere di un paio di punti percentuali una volta conclusa l’assemblea. E Caltagirone non è il solo visto in acquisto sulle Generali.

Unicredit ha dichiarato d’avere già il 5,1%. In linea di massima può salire fino al 9,9% senza dovere rendere ulteriori dichiarazioni al mercato. In molto credono lo abbia già fatto e in moltissimi ritengono che Andrea Orcel possa avere dei progetti per il Leone assai più ambiziosi rispetto a quelli finora dichiarati.

Anticipo assemblea

Ma per costruire delle posizioni senza fare schizzare la valutazione del titolo serve tempo, anche per finanzieri molto esperti. E una mossa difensiva porterebbe essere quella di accorciare i tempi.

Una mossa intelligente potrebbe essere quella di anticipare l’assise. Nel dettaglio Generali potrebbe tornare alle tradizioni e anticipare l'assemblea degli azionisti dall'8 maggio a fine aprile, forse già giovedì 24.

La decisione è comunque rimandata al consiglio di amministrazione che sarà chiamato ad approvare i conti, in programma il 12 marzo.