UBS vuole licenziare il 30% del personale in Italia
UBS vuole licenziare 180 dipendenti della sede italiana, pari a circa il 30% del totale pari a poco più di 600 addetti. La procedura arriva dopo tre mesi dall'efficacia definitiva della riorganizzazione. Dal 1* gennaio scorso infatti UBS ha inglobato a tutti gli effetti Credit Suisse.
Nel dettaglio i licenziamenti riguarderanno 18 dei 34 dipendenti di UBS Fiduciaria e 162 dei 568 dipendenti di UBS Ese. Credit Suisse Italia prima della fusione in UBS aveva un organico di circa 200 dipendenti.
«Seppure consapevoli che processi di fusione e trasformazione come quello avvenuto fra UBS e Credit Suisse comportano assestamenti nei modelli di organizzazione del lavoro, non può essere sempre la riduzione del personale la soluzione che le aziende scelgono di adottare», spiegano le unioni sindacali in una nota congiunta.
Salvaguardia e la tutela dell'occupazione
E aggiungendo che «per noi il punto di partenza è uno solo: la riduzione degli esuberi dichiarati e la volontarietà. Vogliamo chiarezza in merito alla strategia aziendale e conferma dell'utilizzo di tutti gli strumenti che il nostro contratto mette a disposizione per la salvaguardia e la tutela dell'occupazione, a partire dalla riqualificazione interna e dall'uso del Fondo di Solidarietà».
UBS ha confermato che «stiamo pianificando un allineamento del modello di business e un'armonizzazione operativa della struttura della succursale Italia e di UBS Fiduciaria, nonché delle funzioni allineate. L'Italia rimane per il gruppo una geografia strategica per la crescita futura».
Molto difficile
Il primo incontro fra sindacati ed azienda è stato calendarizzato per il prossimo 10 aprile. Fonti sindacali sottolineano come le lettere giunte dalla banca svizzera sono state di una inusuale durezza nei toni e nelle tempistiche ipotizzata. La banca, secondo quanto si apprende, vorrebbe chiudere tutta la procedura entro la fine del 1* semestre, per partire dal 1* luglio con il nuovo assetto già definito.
Un desiderio che, spiegano i sindacati, molto difficilmente potrà essere esaudito perché, per quanto si possa procedere spediti, è perlomeno difficile che si possa giungere a una conclusione negoziata entro la fine dell'anno.